La cicogna, esausta per il volo controvento, mi ha sganciato sopra Tione di Trento durante una memorabile nevicata, nel gennaio del 1976.
Ignaro, sono così cascato a casa di due trentenni ferraresi, notaio lui col pallino della caccia e... fu severa professoressa lei (col pallino di far studiare i pargoli). La strana coppia, da tempo, aveva già messo al mondo due figlie femmine, più grandi e già ben istruite. Il quartetto era arrivato sulle Alpi partendo dalla nebbia padana e passando dal mare turchese della Sardegna, forse per questo era ancora un pò confuso!
Quando ho aperto gli occhi ed iniziato a catalogare i ricordi (ancora non fotografavo) me ne stavo al sole dentro una finestra con vista monti innevati, mentre il mio papà non si preoccupava minimamente della corrente gelida e del fumo di sigaretta che avvolgevano la culla, ma concentrato su ogni movimento, sparava dalla finestra alle cornacchie per procurare cibo fresco al suo gufo reale, di dubbia provenienza, forse polacca!
E' così in sintesi che sono venuto su, sciando e giocando a pallone sì, ma anche e soprattutto in mezzo ai fucili, con gli amici cacciatori, inseguendo i camosci e i galli forcelli tra le vallate, ripide ed immense.
Appena più grande, ecco i primi viaggi, assorbendo come una spugna tutto ciò che vedevo e sentivo dalle belle cacce in giro per il mondo, prima fortunato spettatore e poco dopo privilegiato co-protagonista.
Era compito difficile, soprattutto intorno ai diciotto, districarsi senza isolarsi, tra la voglia di fare tardi con gli amici, le prime cottarelle, qualche grappa di troppo e la necessità, sempre più forte, di puntare la sveglia presto-prestissimo e partire con lo zaino per qualche avventura selvaggia!
Nel 1992, portando con me questa grande passione per la caccia e la natura, staccato a fatica dalle montagne che amo, sono approdato nella caotica Bologna come studente liceale. Era arrivato, prima del previsto, il momento di cominciare a fare da solo, in mezzo ad un mondo diverso ed apparentemente sconosciuto. La Vespetta prima e la vecchia Mini poi, attirate come da un filo invisibile, mi portavano spesso verso i calanchi e le selve impenetrabili, non lontano dalla città.
Certo, non erano i graniti dolomitici, ma ben presto è cominciato a farsi sentire anche da quell'ambiente un richiamo irresistibile dal quale non mi potevo più sottrarre. Così dopo la prima licenza, mi sono abilitato come cacciatore di ungulati con metodi selettivi, oltre che al prelievo del cervo, partecipando pure ai piani di controllo notturni del cinghiale.
Ho trovato così nel vicino Appennino, un mondo che ora non ha più segreti: spazi selvaggi e natura infinita. La dea Diana mi ha, infine attirarato, con un canto irresistibile, definitivamente nei segreti del suo castagneto!
E' passata un'altra mezza vita ed ancora oggi, papà di due bimbi ed avvocato, appena possibile, abbandono gli abiti civili per immergermi totalmente nel silenzio e nel verde.
Socio Federcaccia da 18 licenze, faccio anche parte del direttivo dell'URCA Bologna.
Abbino il mio amore per la caccia, i cani e per gli animali selvatici con immancabili documentazioni fotografiche: una sorta di voglia di registrare gli eventi irripetibili, forse per un desiderio innato di lasciare qualcosa, non so bene a chi.
Da diversi anni collaboro così, grazie agli scatti più fortunati, con alcune riviste del settore come Diana, Caccia a Palla, Migratori Alati, il Cacciatore Italiano, URCA informa, il Cacciatore Trentino, il Notiziario del Setter Gordon ed altri periodici, soprattutto di stampo venatorio.
Recentemente ho realizzato alcune gigantografie per la Regione del Veneto, il calendario del 2011 per la Federazione Italiana della Caccia nazionale, ho contribuito alla realizzazione di cinque libri didattici sugli ungulati, inoltre con l'esperienza di Gianluigi Bocchi e le splendide fotografie di Milko Marchetti, a due raccolte di racconti venatori ambientati nelle Valli di Comacchio.
Altre immagini sono presenti infine su alcuni siti specialistici e sul portale "Provediemozioni" di Antonio Iannibelli, con lui ed altri amici appassionati, abbiamo da poco fondato l'associazione culturale "Fotografi di natura" ed il blog "Italian Wild Wolf", interamente dedicato al lupo appenninico.
Sulla complicata documentazione di questo straordinario predatore si sta, da qualche tempo, spostando la mia attenzione.
A volte mi chiedo se nascondo ancora la voglia di mostrare ai miei amici lassù in montagna, con quali meraviglie mi abbia dato il benvenuto la natura in Emilia Romagna!